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La riabilitazione del paziente neurologico nella malattia di Parkinson: l’importanza del trattamento fisioterapico nelle alterazioni posturali


Dal 11/10/2019 Al 20/10/2019
Durata del corso: 36 ore in 6 giorni
Edizione: 1
50 crediti formativi
Massimo 24 partecipanti previsti
Quota iscrizione: € 150,00


Rilevanza:

La malattia di Parkinson è una patologia degenerative del Sistema Nervoso Centrale a causa  sconosciuta e a decorso progressivamente ingravescente. E’ la più frequente tra le malattie degenerative del SNC e colpisce prevalentemente il sesso maschile.
La malattia è caratterizzata dalla presenza di sintomi clinici motori, quali la bradicinesia,  (tremore) e  rigidità, e sintomi non motori che influenzano significativamente la qualità della vita di relazione del paziente ed hanno sempre di più una rilevanza sul rischio di cadute.
 
Tra i sintomi più invalidanti e meno responsivi alla terapia farmacologica ci sono sicuramente le alterazioni posturali come la camptocormia e la sindrome di Pisa. La Camptocormia è definita come flessione del tronco tra 70° e 90°, mentre il paziente rimane fermo  o mentre cammina, il pleurothotonus (Sindrome di Pisa) è definito come flessione laterale di 30° e rotazione assiale and retropulsione rotatoria
Alcuni studi recenti[1] hanno evidenziato che l’esercizio fisico migliora le prestazioni generali dei pazienti con Malattia di Parkinson, in particolare:
-          Migliora uno o più aspetti del benessere fisico
-          Aumenta la capacità del sistema nervoso di autoripararsi (neuroplasticità)
-          Stimola la sintesi di dopamina
-          Migliora lo stile di vita, la forza muscolare, la velocità di movimento e l’equilibrio posturale
Insegna, attraverso l’uso di strategie neuromotorie/cognitive, ai pazienti con MdP a muoversi più velocemente, più facilmente e con più sicurezza.
La letteratura, pur riconoscendo delle specifiche aree per la riabilitazione (trasferimenti, posizione, equilibrio, andatura e condizione fisica) della MdP, continua a parlare di esercizio fisico “non meglio specificato”, senza individuare metodologie di riabilitazione da considerarsi come “Best Practice” di trattamento; emerge quindi, in questo ambito, la necessità di individuare strategie terapeutiche specifiche.
Diventa determinante a  questo proposito il ruolo in questo ambito del Sistema di Riequilibrio Modulare Progressivo (RMP) di G. Monari di codificare un trattamento riabilitativo scientificamente testato.

Finalità:

Apprendimento ed utilizzo del sistema di Riequilibrio Modulare Progressivo (RMP) nel trattamento riabilitativo della malattia di Parkinson.

Obiettivi specifici:

I partecipanti al corso saranno in grado di:
• conoscere i concetti generali e le basi neurofisiologiche del sistema rmp
• apprendere gli schemi e le tecniche maggiormente utilizzate nel paziente con malattia di parkinson


Obiettivo formativo ECM:

18 -Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica, ivi incluse le malattie rare e la medicina di genere


- Medico chirurgo (Anatomia patologica,Cardiologia,Chirurgia generale,Genetica medica,Geriatria,Medicina fisica e riabilitazione,Medicina generale (medici di famiglia),Medicina interna,Neurofisiopatologia,Neurologia,Neuroradiologia,Ortopedia e traumatologia,Otorinolaringoiatria,Patologia clinica (laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologia),Privo di specializzazione,Psichiatria,Psicoterapia,Reumatologia)
- Fisioterapista
- Tecnico della riabilitazione psichiatrica
- Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
- Terapista occupazionale
- Psicomotricista (Non ECM)
Responsabili Scientifici:

PAPOTTO Maurizio




Docenti/Relatori:

Castiglia Stefano Filippo


La Cittadella dell' Oasi
C.da San Michele - 94018 - Troina (Enna)
Coordinamento didattico:

Segreteria Organizzativa:

Segreteria corso: